Le conseguenze della Brexit sul trasporto merci

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha avuto un impatto considerevole sul trasporto merci, rallentando l’operato di moltissimi settori, partendo dall’automobilistico fino all’alimentare e ortofrutticolo.

Ma in che modo ha inciso la Brexit sul mercato italiano?

Gli effetti della Brexit sul settore della logistica

Prima di analizzare le conseguenze delle Brexit sul trasporto merci capiamo insieme cos’è la Brexit e quando è entrata in vigore in Gran Bretagna.

La parola Brexit nasce dall’unione delle parole “british” e “exit” e indica letteralmente l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea. Tutto ha inizio nel 2016 quando il referendum popolare vede vincere i “leave” rispetto ai “remainer” (cioè “lascio e “rimango”)

Dal 1° gennaio 2021, il Regno Unito esce ufficialmente dall’Unione Europea e non fa più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) della Comunità. Le relazioni economiche tra Europa e Gran Bretagna, dopo la Brexit, sono disciplinate dall’accordo raggiunto tra le parti il 24 dicembre 2020. Tuttavia, sulla base di quanto previsto dal Protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord al fine di evitare una frontiera fisica tra i due territori, l’Irlanda del Nord resta soggetta alla normativa dell’Ue in materia di IVA per gli scambi commerciali di beni.

Tra i settori che più hanno subìto le conseguenze della Brexit vi è sicuramente quello logistico. L’aumento di attesa alle dogane che causa lunghissime file di tir e il rincaro dei prezzi di trasporto hanno generato una carenza di autotrasportatori senza precedenti.

Nel 2021, a causa dei nuovi ostacoli burocratici nati con la scissione dall’Europa, alcune compagnie di carburante hanno chiuso i trasporti di benzina verso la Gran Bretagna. La crisi ha inevitabilmente portato a una situazione di panico generale con una corsa dei cittadini inglesi alle stazioni di rifornimento.

Un episodio analogo è avvenuto in una nota catena di fast food conosciuta per la produzione di pollo fritto. Alcuni punti vendita, dopo aver segnalato una carenza di carne causata dalla mancanza di autisti di camion, sono stati chiusi.

Tra le varie aziende in difficoltà a causa della penuria di autotrasportatori, una multinazionale lattiero-casearia si è trovata a dover ridurre le consegne a causa di una carenza di autisti.

 

Gli effetti della Brexit sul settore della logistica e l’aumento delle tariffe di trasporto

Come abbiamo visto le nuove procedure doganali stanno aumentando considerevolmente i costi di trasporto di merci dirette in Gran Bretagna.

Ma quali sono le criticità che segnano un’impennata dei prezzi?

  • I tempi di attesa per i controlli della merce che generano file interminabili alla dogana. Se prima non era necessario fermarsi al confine per sbrigare tutte le pratiche burocratiche, oggi in entrata e uscita dalla Gran Bretagna è obbligatorio fornire alcuni documenti di accettazione e presentare l’autocertificazione di origine dei prodotti.
  • L’arrivo della pandemia che ha inevitabilmente rallentato il commercio e portato alcuni Paesi vicini, come la Francia, a chiudere i confini.
  • La carenza di automobilisti durante i periodi festivi.

Di fronte a questo scenario non poco problematico è possibile trovare online alcune linee guida o consigli per gli autotrasportatori. Ad esempio inserire nei contratti di vendita delle clausole per tutelarsi da contestazioni in caso di ritardi o programmare gli acquisti aumentando le scorte di sicurezza.

L’impatto della Brexit sul mercato italiano

Secondo i dati dell’Istat del 2021 le esportazioni di merci agroalimentari dal nostro Paese al Regno Unito sono calate del quasi 40%. Un numero che fa paura se si pensa alla dipendenza della Gran Bretagna ai settori ortofrutticoli delocalizzati.

A fare le spese della Brexit è sicuramente il settore della logistica e la situazione non sembra andare verso prospettive migliori: a fronte di minori controlli alla dogana si rischierebbe infatti di compromettere la sicurezza dei prodotti proveniente dall’Unione Europea.

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